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NEWSLETTER N°42 Le novità in materia patrimoniale introdotte dall’articolo 23 ter del DL 95 /2012

[25-11-2012]

NEWSLETTER N°42   Le novità in materia patrimoniale introdotte dall’articolo 23 ter del DL 95 /2012 

La costituzione dei Fondi Immobiliari territoriali, la valorizzazione tramite Accordi di Programma e i PUV Programmi unitari di valorizzazione

 

 

 

 

L’articolo 23 ter del DL 95 /2012  “Valorizzazione e dismissione di immobili pubblici” è intervenuto modificando in ampie parti l’articolo 33 del Dl n. 87 del 2011 sempre in tema di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico.

 

La prima fondamentale novità riguarda il coinvolgimento dei soggetti privati nel processo di valorizzazione.

 

Al comma 2 è stato infatti inserito un riferimento esplicito alla procedura del promotore [soggetto privato]  (D. Lgs n. 163/2006).

 

E’ del tutto evidente l’intendimento del legislatore di far fronte alla scarsa disponibilità di risorse finanziarie [causata dai vincoli del patto di stabilità e dalla difficile congiuntura economica] mediante apporto e sostegno del soggetto privato.

 

Il legislatore ha, pertanto, previsto la costituzione, con decreto del ministro dell’economia e delle Finanze, di una Società di gestione del risparmio (Sgr) per l'istituzione di uno o più fondi d'investimento al fine di partecipare in fondi d'investimento immobiliari chiusi promossi o partecipati da regioni, provincie, comuni anche in forma consorziata.

 

In base a quanto disciplinato sono gli enti territoriali, sulla base di puntuali analisi di fattibilità, a promuovere la costituzione di fondi comuni di investimento immobiliare (“Fondi territoriali”), a cui possono essere apportati beni immobiliari e diritti.

 

La costituzione del Fondo territoriale potrà essere predisposta anche attraverso le procedure semplificate di cui all’articolo 58 del d.l. n. 112/2008 mediante l’inserimento nel piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari allegato al bilancio di previsione dell’ente stesso.

 

L’apporto dei beni, a fronte dell’emissione di quote del fondo, può avvenire esclusivamente sulla base di progetti di utilizzo o di  valorizzazione, approvati con delibera dell’organo di governo dell’ente.

 

Ove si rendano necessari cambi di destinazione urbanistica per la rifunzionalizzazione dei beni oggetto di apporto ai Fondi territoriali, essi potranno essere conseguiti mediante il ricorso al procedimento dell’accordo di programma, al cui completamento - entro il termine perentorio di 180 giorni dalla delibera con cui è stata promossa la costituzione dei Fondi territoriali - è sospensivamente condizionato l’apporto dei beni.

 

In questo contesto assume fondamentale importanza la capacità dell’Ente nel saper programmare e sviluppare la propria attività patrimoniale. L’Asset management diviene quindi tassello fondamentale per ogni settore patrimoniale pubblico.

 

Accanto alla dimensione programmatoria: l’assoluta conoscenza dei percorsi connessi alla valorizzazione patrimoniale.

 

Tra questi, nel prossimo futuro assumeranno sempre maggior rilievo gli ACCORDI di POROGRAMMA e i PUV.

 

 

Come noto l'accordo di programma consiste nel consenso unanime del presidente della regione, del presidente della provincia, dei sindaci e delle altre amministrazioni interessate. L’accordo è approvato con atto formale del presidente della regione o del presidente della provincia o del sindaco ed è pubblicato nel bollettino ufficiale della regione.

 

L'accordo, qualora adottato con decreto del presidente della regione, produce gli effetti della intesa di cui all'articolo 81 del decreto del presidente della repubblica 24 luglio 1977, n. 616, determinando le eventuali e conseguenti variazioni degli strumenti urbanistici e sostituendo le concessioni edilizie, sempre che vi sia l'assenso del comune interessato.

 

Questo percorso consente quindi l’ampia valorizzazione del nostro patrimonio immobiliare candidandolo a nuovi e più redditizi utilizzi.

 

L’obiettivo del PUV è, in definitiva, quello di attivare una azione sinergica e concertata tra le diverse Istituzioni coinvolte nei processi di valorizzazione e riqualificazione di aree urbane dismesse, al fine di indirizzare le iniziative e le risorse finanziarie verso un obiettivo unitario di rigenerazione e di sviluppo locale, tanto più sostenibile quanto maggiore è più significativa è la “massa critica” dei beni immobili pubblici messi a disposizione di tale processo.

 

La valorizzazione perseguita mediante i PUV deve altresì tendere a garantire la razionalizzazione dell’uso dei beni pubblici e l’ottimale allocazione degli uffici, favorendo la riduzione dei costi per affitti passivi, anche attraverso la permuta di immobili già in uso alle Amministrazioni medesime e previo assenso delle stesse.

 

 

Su questo percorso, la nostra società ha recentemente sviluppato un seminario capace di trasmettere all’Ente locale ogni concetto base per poter meglio comprendere l’effettiva portata delle innovazioni legislative introdotte dall’articolo 23 ter del DL 95 /2012 e dal meno recente decreto “Salva Italia”.

 

Il corso della durata di circa 7 ore viene eccezionalmente offerto al prezzo di euro 700,00 tutto compreso.

 

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